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L’importanza della luce

Con l’avvicinarsi dell’autunno, le giornate iniziano ad accorciarsi in modo sempre più evidente…mai come in questo periodo possiamo renderci conto della differenza tra luce naturale e artificiale nelle nostre case!
Parlando di Interior Design il pensiero va subito all’arredo, all’accostamento dei colori, alla scelta dei materiali, ecc…ma cosa ne sarebbe di tutto questo se non venisse parallelamente progettata la luce? Ecco di seguito alcune informazioni base che non pretendono di essere esaustive (la materia è immensa!), ma che vogliono aiutare a riflettere sul ruolo giocato dalla luce nella progettazione.

 

Progettare la luce

L’architettura ha sempre tenuto conto del rapporto con la luce naturale del sole: in alcuni casi per ottimizzarne la disponibilità, in altri per creare effetti particolari, in altri ancora per giocare con il suo opposto, l’ombra. Come si può pensare quindi che, una volta che il sole viene a mancare, si possa lasciare al caso l’illuminazione?
Ecco che l’Interior Designer, in alcuni casi specializzato proprio in Light Design, entra in gioco per far sì che, oltre a funzionalità, estetica e comfort di arredi & Co., il progetto presenti le stesse caratteristiche anche per quel che riguarda l’illuminazione. Basta davvero poco infatti per rovinare un progetto curato nei minimi dettagli se si “toppa” nella scelta del tipo di illuminazione!

   

 

Luce diretta o indiretta?

Oggi sul mercato esistono un’infinità di apparecchi luminosi, che non  si distinguono solo dall’estetica e dalla tipologia (lampade a sospensione, plafoniere, lampade da tavolo, ecc…): la differenza può essere data anche dal modo in cui la luce raggiunge l’oggetto o l’ambiente da illuminare.

Si parla di luce diretta quando, dalla fonte, questa si dirige direttamente (appunto!) verso il punto o lo spazio da illuminare. In questo caso la sorgente luminosa è visibile e vanno presi in considerazione diversi accorgimenti per far sì che non crei fastidio alla vista nel fruitore dello spazio in cui si inserisce.
Nel caso di luce indiretta, invece, la sorgente non è visibile, in quanto illumina rimbalzando prima su una superficie. Questo tipo di illuminazione è spesso usata lungo i perimetri dei controsoffitti per illuminare in modo diffuso creando effetti particolari.

 

La temperatura di colore

Se immaginiamo di osservare la luce di una candela, quali sensazioni proviamo? Aldilà della sensibilità di ognuno, la maggior parte di noi percepirà una sensazione di calore, non solo a livello sensoriale ma anche emozionale. Ecco un modo semplice per capire cosa si indica con la temperatura di colore (espressa in gradi Kelvin): si parla di luce calda quando il suo colore tende verso il giallo (come la fiamma di una candela!), e di luce fredda quando il colore si presenta di un bianco tendente all’azzurro. Tra le due troviamo la luce neutra, simile a quella del sole.

Nessuna di queste è migliore delle altre, in quanto ognuna risponde ad esigenze differenti! Ad esempio, se l’obiettivo è quello di mostrare tutto nei minimi dettagli, in modo analitico e accurato, è il caso di usare una luce piuttosto fredda. Questa è perfetta in supermercati, ospedali e in generale luoghi pubblici che hanno questo tipo di necessità. Se la stessa venisse usata nel salotto di un’abitazione, in un ristorante o in un lounge bar, la sensazione risulterebbe sgradevole. Ci sembrerebbe di stare in un ambiente asettico, ambulatoriale, dove invece ci si aspetta un’atmosfera accogliente e rilassante!

Non bisogna però attenersi sistematicamente a queste regole! L’immagine precedente mostra l’accostamento di due differenti temperature di colore in una cucina domestica. Qui la luce fredda viene usata sotto i pensili perché funzionale alla preparazione del cibo, mentre quella d’ambiente, indiretta, è calda.