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Home Staging e obiezioni: ecco le risposte!

L’Home Staging, ossia l’arte di valorizzare l’immobile al fine della vendita o della locazione (nel minor tempo possibile ed alle migliori condizioni), sta iniziando, almeno teoricamente, a prender piede anche in Italia. Diciamo “anche” perché negli Stati Uniti, da cui ha origine, dagli anni ’80 ormai è considerato imprescindibile nel mondo immobiliare!
Nonostante sempre più attori coinvolti ne abbiamo sentito parlare (agenti immobiliari, venditori privati, costruttori…) e, sebbene di fronte a due fotografie che mettono a confronto i risultati ottenuti, nessuno riesca a negarne il piacevole impatto, è ancora prassi diffusa fermarsi alle parole! Tutti, o quasi, ormai ne riconoscono pienamente l’utilità, ma ci sono spesso una serie di obiezioni, a volte frutto di retaggi del mercato immobiliare del passato, che bloccano l’azione, lasciando l’Home Staging un eterno “vorrei ma non posso”…
Proviamo allora a rispondere alle più comuni obiezioni che ne ostacolano la pratica!

 

OBIEZIONE#1_Non ci sono soldi da investire!

Si sa, l’aspetto economico è sempre il primo ad essere preso in considerazione. Anche se l’Home Staging ha costi davvero esigui (indicativamente, tra l’1% ed il 3% del prezzo di vendita, oppure il corrispondente di 2-3 mensilità di affitto), i soldi da investire sembrano sempre troppi!

Ma, a conti fatti, il costo del servizio di Home Staging non supera mai nemmeno lontanamente il dispendio economico e di tempo che si avrebbe altrimenti.

A seguito di un intervento del genere, l’appartamento viene facilmente venduto a prezzo di mercato, senza la consueta corsa al ribasso necessaria per un immobile che rimane invenduto a lungo. Inoltre, anche lo sconto richiesto subisce importanti riduzioni! Riducendo i tempi necessari alla chiusura di un contratto, si limitano i costi di gestione dell’immobile da parte del proprietario (ad esempio imposte e spese condominiali) e da parte dell’agenzia (meno appuntamenti da fissare, sconti e ribassamenti).
Quindi, seppur nell’immediato sia innegabile un piccolo esborso economico, basterebbe guardare la questione dalla giusta prospettiva per comprendere che in realtà si sta risparmiando!

 

OBIEZIONE#2_Gli appartamenti trattati non hanno le caratteristiche adatte all’Home Staging!

Capita spesso di sentirsi obiettare che gli immobili in gestione non hanno caratteristiche tali da rendere possibile un intervento di Home Staging. Non c’è nulla di più sbagliato, né di fronte ad un immobile con grandi potenzialità né di fronte a un immobile che sembra proprio senza speranze!
Abbiamo già spiegato in passato che l’Home Staging non ha un target immobiliare a cui adattarsi o meno. Non si tratta solo di abbellire una casa: se così fosse, ville d’epoca, attici spettacolari e residenze di lusso potrebbero facilmente essere vendute senza!

Gli step che portano al completamento di un intervento del genere sono diversi e, sebbene per alcune case alcuni passaggi non risultino necessari, nessun immobile può prescindere da tutti!

Ecco allora che un super-attico, con un minimo allestimento ed un buon servizio fotografico, potrà essere facilmente venduto senza sconti. Allo stesso modo, un monolocale, inizialmente fatiscente, potrà rinascere da un minuzioso intervento passo passo che ne esalterà le potenzialità nascoste!

 

OBIEZIONE#3_Utilizziamo già visualizzazioni 3D oltre alla planimetria per vendere!

Per chi ancora non ha molta dimestichezza con questo mondo, l’Home Staging potrebbe essere erroneamente assimilato ad elaborazioni grafiche di supporto alla vendita. Alcune agenzie immobiliari ultimamente tendono a proporre planimetrie degli immobili arredate e visualizzazioni tridimensionali. Queste riguardano maggiormente immobili di nuova costruzione oppure completamente vuoti, magari con necessità di ristrutturazione, al fine di accompagnare l’immaginazione del possibile cliente.

Ma l’Home Staging è tutt’altro che virtuale! L’allestimento, così come fotografato, rimane fisicamente presente nell’immobile durante le visite dei possibili acquirenti.

Chi non è del settore, può sicuramente essere aiutato dai render ma, una volta sul posto, sarà la realtà dei fatti a prendere il sopravvento e a instillare nuovi dubbi e perplessità. Un letto nel render sembrava starci, ma ora che vedo la camera mi sembra piccola…ci starà davvero?
L’Home Staging fuga tutti i dubbi! Gli arredi di scenografia utilizzati hanno ingombri reali e il possibile acquirente, muovendosi nello spazio, potrà fisicamente rendersi conto della vivibilità dell’immobile!

 

OBIEZIONE#4_Il possibile cliente, dopo aver visto le fotografie, potrebbe rimanere deluso!

Il mezzo migliore per far conoscere la valorizzazione immobiliare a chi ancora ne è all’oscuro è rappresentato dalle fotografie; basta infatti mostrare l’immobile fotografato prima e dopo l’intervento di Home Staging per rendersi conto della differenza! Allora sorge subito un’obiezione: non è che, dopo essere stato colpito dalle fotografie pubblicitarie, il possibile acquirente, visitando l’immobile, possa rimanerne deluso?

L’ultimo passaggio che completa un intervento di valorizzazione è costituito dal photo shooting, non per rappresentare una realtà falsificata, ma per trasmettere emozioni positive!

Ciò che fa la differenza tra fotografie scattate “a caso” e un servizio fotografico professionale, non sono certo i ritocchi di post-produzione! Si è più volte ripetuto il concetto che, qualsiasi difetto presente nell’immobile, o viene risolto prima dell’intervento oppure viene lasciato ma non mascherato.
Perciò, quello che distingue un buon photo shooting al fine della pubblicizzazione, è un insieme di tecniche precise. Dall’altezza dell’inquadratura, alla messa a fuoco, dalla scelta degli scatti alla regolazione della luminosità, niente è casuale. Tutte queste tecniche non possono essere improvvisate e, nell’insieme, permettono di catturare l’attenzione trasmettendo atmosfere piacevoli, che verranno poi riconfermate durante la visita!

 

OBIEZIONE#5_Non ho a disposizione appartamenti vuoti in cui praticarlo!

Pensando ai diversi passaggi che vanno a comporre un intervento di Home Staging, viene da supporre che siano possibili solo presso immobili disabitati, di nuova costruzione o meno. Come si potrà mai credere di operare decluttering, spersonalizzazione e riordino se nell’immobile vivono ancora delle persone? Sicuramente la sfida si fa più tosta, ma l’Home Staging non si ferma certamente di fronte a questi ostacoli!

Un intervento di valorizzazione può essere praticato anche su immobili abitati: basta trovare la giusta sinergia, oltre che con il venditore, anche con chi ci vive!

In un Paese in cui ancora questa pratica non è stata sdoganata, è facile pensare che sarà impossibile ottenere questo tipo di collaborazione da chi vive nell’immobile di cui intende liberarsi. Perché mai, chi ancora vi abita e non vede l’ora di andarsene, dovrebbe seguire le indicazioni di un Home Stager? Mantenendo la casa pulita, ordinata e “spersonalizzata” almeno in occasione degli appuntamenti? Semplice: se a tutti gli attori fosse chiaro il risparmio in denaro, tempo e stress, non ci sarebbe bisogno di convincere nessuno!

 

Per la buona riuscita di un intervento di Home Staging tre sono gli elementi fondamentali. L’immobile deve avere un giusto prezzo di mercato, i vari attori devono collaborare in sinergia e la pubblicizzazione deve essere efficace!