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Moodboard: uno strumento alla portata di tutti!

Moodboard: uno strumento alla portata di tutti!

Quando ci si interfaccia con un cliente in ambito di progettazione, si propone quasi sempre una moodboard. Made with Home fornisce al cliente questo elaborato sia nei diversi pacchetti di Interior Design, sia nella preventivazione di interventi di Home Staging (qui tutti i servizi). La moodboard costituisce infatti uno dei primi step di progetto…ma di cosa si tratta in parole povere? E perché è così utile?

 

Cosa si intende con questo termine?

Per capire di cosa si tratta si può partire dal significato delle parole che compongono questo termine. Dall’inglese “mood“, ossia “umore”, e “board“, cioè “tavola”…quindi “tavola dell’umore”! Si tratta infatti di una tavola (intesa come tavola da disegno), in cui viene trasmessa l’atmosfera che si intende far respirare con un progetto. È quindi uno strumento di comunicazione tra progettista e committenza, ma può servire anche al progettista stesso per mettere ordine tra le idee e verificare che non cozzino l’una con l’altra!

 

Chi utilizza le moodboard?

Abbiamo già detto che una moodboard serve a comunicare l’atmosfera di un progetto. Quando si parla di progetto, si tende però a pensare ad Architettura e Interior Design. In realtà, sono molti gli ambiti in cui entra in gioco. Senza allontanarsi troppo, anche nell’Home Staging può essere molto utile. È buona norma corredare un preventivo con una moodboard che faccia capire come si intende intervenire sull’immobile! Ma questo strumento è utilissimo anche nell’ambito della Moda, del Design del Prodotto, della Comunicazione…persino del Wedding Planning.

   

 

Cosa non può mancare in una moodboard?

Trattandosi di uno strumento utilizzato in svariati settori, è impensabile che ogni moodboard presenti gli stessi elementi. Se per un Interior Designer la strada più ovvia per trasmettere il “sapore” di un ambiente è quella che vede protagonisti colori, materiali, arredi, ecc…non per tutti sarà così! Un Grafico potrebbe esprimere il suo progetto utilizzando colori, scritte, forme. O ancora, un Wedding Planner lo farà tramite colori, decorazioni, fiori…Ad ogni modo, anche all’interno dello stesso ambito, non ci sono regole precise: ciò che conta è che la moodboard prodotta, da sola, possa trasmettere ciò che sta nella mente del progettista!

 

Cosa distingue una moodboard da una tavola progettuale?

Non bisogna fare confusione: la moodboard non racconta il progetto vero e proprio, ma le ispirazioni che porteranno al suo sviluppo! Se, ad esempio, vediamo la foto di un arredo all’interno dell’elaborato di un Home Stager, non dobbiamo credere di trovarlo fisicamente nell’allestimento. Piuttosto, l’immagine di quell’arredo, insieme alle altre immagini usate, rimanda all’atmosfera che l’intervento intende portare nell’immobile. Per questi motivi, la moodboard fa parte di un primo approccio tra progettista e committente. In questo modo si può capire se ci si trova sulla stessa lunghezza d’onda prima di procedere con il progetto vero e proprio!

 

Come si realizza una moodboard?

Non esiste un unico metodo per realizzare una moodboard: ogni progettista elabora un proprio format, adattandolo alle diverse situazioni. Nell’Interior Design e nell’Home Staging si può decidere, ad esempio, di raccogliere campioni fisici di materiali, tessuti e colori, e fotografarli una volta disposti in modo accattivante! Un’altra strada consiste nel pescare immagini chiave dal web e creare elaborati grafici tramite software o siti appositi. Oppure ancora, si può decidere di creare veri e propri collage fatti con pezzi di materiali, tessuti e ritagli di giornale. Insomma, ogni mezzo è ottimo, purché la moodboard sappia parlare al cliente da sé!

   

 

 


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